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In Nepal, molti imputati aspettano per anni in prigione la conclusione del processo,
a volte soltanto per essere, alla fine, giudicati innocenti e rilasciati. Le lunghe sentenze che per
questo motivo essi scontano hanno naturalmente effetti devastanti sulla vita familiare.
Per esempio, è normale per la moglie di un carcerato risposarsi appena ne ha l'occasione, dato che
in Nepal non esiste una rete di sicurezza sociale e la mancanza fisica del marito le fa venir meno il
sostegno finanziario. Nel caso di una nuova unione, i figli del primo matrimonio spesso non sono accettati
dal nuovo marito. Questi bambini sono sovente rifiutati anche dai parenti che non vogliono occuparsene, in
quanto in tal modo, i bambini potrebbero indirettamente svelare ad amici e vicini che un membro della
famiglia è in carcere. E questo è uno stigma che nessuno e' disposto ad accettare.
Così i bambini di detenuti spesso finiscono per strada o negli orfanotrofi.
Quando alla fine del 1999 ci siamo accorti di questo problema, c'era un grande numero di
bambini nelle carceri nepalesi. Erano tenuti in condizioni malsane e pericolose; si negava
loro cibo sano, alloggio, qualsiasi tipo di assistenza sanitaria, istruzione e, naturalmente,
la libertà. Abbiamo risposto a questo terribile stato di cose in due modi: da una parte abbiamo
portato via i bambini dalle carceri, accogliendoli nei nostri rifugi in Bhairahawa
(con il pieno consenso dei genitori) e dall'altra parte rendendo di pubblico dominio questo
problema attraverso i media locali ed internazionali. Tra gli articoli pubblicati
sull'argomento, ricordiamo quelli dei quotidiani britannici 'Daily Telegraph' e 'Mirror',
quello del giornale di Hong Kong 'South China Morning Post' e quello dell'americano
'The Boston Globe'. Abbiamo recuperato in totale più di 40 bambini da otto carceri nel Paese
prima che il Governo Nepalese facesse qualcosa, dichiarando illegale, nel novembre 2001,
rinchiudere in carcere bambini innocenti. Adesso i bambini di detenuti che non trovano
accoglienza in rifugi di ONG private, vengono ospitati nella casa rifugio di Kathmandu,
che gode del sostegno del governo centrale.
L'ereditá della prima fase del nostro lavoro é rappresentata dalla assistenza continua prestata
nei confronti della maggior parte dei bambini portati via dalle prigioni. Il fatto é che i genitori
di questi bambini o sono ancora in prigione (quattro fratellini che sono sotto la nostra cura hanno
tutte e due i genitori che stanno scontando una sentenza di 21 anni per omicidio) o hanno finito di
scontare la pena, ma non sono in grado di prendersi cura né di sé stessi né dei loro figli.
Il problema dei genitori é inasprito dal fatto che il sistema giudiziario tende, per i motivi
esposti in precedenza, a smembrare il nucleo familiare, che rimane spesso con un solo genitore.
Inoltre, non é prevista alcuna riabilitazione nelle carceri nepalesi; così, gli ex carcerati
continuano ad essere stigmatizzati ed a non essere accettati al ritorno nei loro villaggi.
Noi ci occupiamo di questi bambini fino al raggiungimento della maggiore etá o fino a quando
i loro genitori non hanno la possibilitá di occuparsi di loro. Il nostro contributo e'
considerevole; alleviamo questi bambini in piccole case-rifugio dalla dimensione familiare,
dove i bambini sono considerati uguali agli altri bambini della comunitá. Frequentano le
scuole del quartiere e primeggiano negli studi, riuscendo a recuperare, nonostante gli anni
in carcere. Questi bambini si tengono in contatto con le loro famiglie con lettere, telefonate
e visite alle carceri.
Nel 2002, abbiamo preso sotto la nostra custodia un gruppo di dieci bambini,
togliendoli dalle strade di Butwal, vicino a Bhairahawa, e portandoli nelle nostre
case-rifugio sempre a Bhairahawa. Questi bambini si sono aggiunti ad altri bambini
abbandonati o rifiutati, tra cui gli ex bambini del circo che non hanno un posto dove andare
o le cui famiglie non sono state ancora ritrovate. Tutti questi bambini sono diventati una
grande famiglia che gode di uno standard di vita inimmaginabile in Nepal. E noi stiamo
lavorando moltissimo per dare loro la possibilitá di esprimere se stessi, attraverso la
realizzazione di diversi progetti, come ad esempio quello del mosaico a Bhairahawa.
I costi a lungo termine di questo progetto sono molto alti e siccome esso continua ad
espandersi, abbiamo sempre bisogno per i nostri bambini di nuovi finanziatori, che vogliano
partecipare al nostro programma di sponsorizzazione. Abbiamo ancora bisogno di raccogliere
36.099 euro per coprire il budget, di 75.675 euro, relativo al "Progetto Bambini delle
case-rifugio". Questi soldi ci aiutano a coprire il costo dei collaboratori che si prendono
quotidianamente cura dei piccoli, dei pasti, dei vestiti, della scuola, dei medici e delle
piccole spese dei bambini. Se volete fare una donazione per il Progetto a favore dei Bambini
delle case-rifugio, cliccate qui.
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